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Signal To Noise


<s> Neil Gaiman, <a> Dave McKen, <e> Viktor gollancz [1992], serializzato all'inizio su "The Face" [1989]

L'89 vede la pubblicazione, per la rivista inglese "The Face", quello che e' uno dei lavori piu' importanti e belli di Gaiman: questo "Signal To Noise". E' la storia di un regista che si scopre gravemente malato e sente il bisogno di completare la sceneggiatura del suo ultimo film, 
una storia all'inizio sull'apocalisse ma poi come dice lui stesso:"Non so piu' su che cos'e', queste cose prendono una vita propria, e' sulla gente, suppongo". E' un lavoro che parla dell'ultima ossessione, quella per l'apocalisse e rendersi conto che non esiste una sola grande apocalisse ma tante piccole apocalissi in fila. Che l'apocalisse capita un po' da tutte le parti e in tutti i campi solo che noi non ce ne accorgiamo perche' siamo abituati a vederla in proporzioni bibliche. Non ci si accorge di chi , malato, le apocalissi le vive giorno dopo giorno osservando impotente I propri giorni finire senza potergli dare un senso. Non e' un fumetto qualunque "In questo testo c'e' tutto il dolore del mondo, questo fumetto non e' una graphic novel, e' un urlo, un urlo di dolore..." E.G.Baldoni.
MR. PUNCH e VIOLENT CASES sono lavori prettamente di Gaiman, Signal To Noise e' stato molto collaborativo lui voleva scrivere qualcosa sull'apocalisse, McKean qualcosa su un regista morente. E' anche una riflessione sull'arte e di come essa possa a volte apparire come l'ultima ancora di salvezza come nel caso del protagonista che in pratica vive fino a quando riesce a completare lo script "e' reale adesso, esiste da solo indipendentemente da me" e gli rimane "la sensazione di avere preso qualcosa dall'eternita', di aver battuto il sistema..." 
Come gia' in Violent Cases qui struttura serrata nell'esposizione degli argomenti si sposa con una narrativa densissima ma economica nell'elargire parole trattando ambiguita' e temi universali con una mano molto abile.
E' un lavoro che ci mostra McKean al suo meglio nel rappresentare la confusione del regista 
con moltissimi cambi di tecniche, collage, dipinti, fotografie, semplici disegni, la sua abilita' tecnica non e' un vuoto esercizio di stile ma e' totalmente al servizio della storia. A volte pecca un po' nel fatto che tenta di trasmettere in maniera "subliminale" l'importanza di certe scene al lettore cambiando stile ma e' un fatto di minore importanza quando si pensa al risultato finale.
Signal To Noise viene successivamente ampliato e ridato alle stampe per la Viktor Gollancz e poi anche per il mercato americano con un'edizione della Dark Horse, e' un lavoro di cui molto si dice ma purtroppo pochi l'hanno letto ed e' un peccato perche' ci presenta il vero Gaiman, un Gaiman ispirato come pochi.
E' stato pubblicato anche in Italia su Corto Maltese nel '93.
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