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Swamp Thing (Saga Of The)

<s> Alan Moore, <a> Stephen Bissette, John Totleben & Rick Veitch, <e> DC [1/84]

La DC Comics nota il talento del barbuto scrittore di Northampton e lo mette alle redini di una serie agonizzante come Swamp Thing.
Swamp Thing e' una serie creata negli anni'70 da Len Wein e Berni Wrightson e parla di uno scienziato, Alec Holland, trasformato in seguito a un'esplosione nel suo laboratorio nell'essere del titolo. Le storie sono imperniate su questo personaggio e dei suoi tentativi di recuperare sembianze umane e della sua lotta con i "cattivi" di turno. OK non e' niente di eccezionale ma e' una lettura molto piacevole, scritta e disegnata con una cura inusuale per un prodotto del genere. Tra alti (pochi) e bassi (troppi) la serie si e' barcamenata in qualche modo fino ai primi anni'80. Resosi conto che la creatura della palude versava in uno stato veramente pietoso realizzo' di dover compiere una specie di miracolo se voleva salvare la testata dalla morte editoriale. Il primo episodio della nuova serie, "The Anathomy Lesson", e' una specie di confronto tra Moore stesso e il suo alter ego in questa storia: Jason Woodrue o anche l'Uomo Floronico, personaggio minore dell'universo DC. Quest'ultimo si trova di fronte all'impossibilita' di spiegare a Sunderland, un miliardario criminale (la DC Comics a voler continuare il raffronto), il funzionamento dell'organismo Swamp Thing/Alec Holland. Come uscire da questo scacco? Moore comprese di non poter piu' usare il personaggio come era concepito dieci anni prima e di dover creare qualcosa di completamente nuovo. La soluzione di Moore/Woodrue e' perfetta e non tradisce i vecchi lettori con delle trovate obsolete: la sostanza e' che Alec Holland non e' mai esistito e che lo Swamp Thing conosciuto finora non era altro che una pianta convinta di essere Alec Holland; da queste premesse creo' una delle serie piu' belle che il fumetto abbia mai conosciuto. I 45 capitoli mensili di Swamp Thing sono delle piccole perle che toccano picchi di bravura incredibile come "The Burial", "Rites of Spring" (che venne stupidamente bollato col marchio "per adulti"), "Pog" (nel quale oltre oltre a rendere un sentito omaggio al "Pogo" di Walt Kelly si diverte a creare un nuovo linguaggio) e "The End", il suo ultimo capitolo. Il suo orecchio per i dialoghi, il suo talento per una narrazione concisa e chiara e il suo senso del ritmo sono proverbiali. Swamp Thing, lo ripeto, e' una delle serie migliori prodotte negli anni'80, e' un fumetto carico di inventiva, brillante e a tratti genuinamente spaventoso. E'stata anche la prima serie a cambiare diverse politiche editoriali a causa del successo riscosso, ed e' stata la prima serie americana ad uscire senza il bollino del Comics Code Authority in copertina (il famigerato organo creato negli anni'50 a seguito della caccia alle streghe con lo scopo di "tutelare i bambini dalla crescente violenza nel campo dei fumetti" riuscendo cosi' rovinare, omologare e abbassare il livello qualitativo per i decenni a venire con risultati disastrosi che si vedono ancora oggi) e a diventare un titolo per "mature readers": dopo nemmeno dieci numeri si erano accorti che non era possibile applicare i vecchi canoni censori e che al contempo non si poteva rischiare di perdere migliaia di lettori facendolo diventare un titolo "per adulti".
Moore tenne a battesimo un personaggio che, apparso per la prima volta su Swamp Thing, sarebbe diventato uno dei personaggi di maggior successo della DC degli ultimi 15 anni: John Constantine, che poi regalo' all'amico Jamie Delano affinche' lo continuasse sulle pagine della serie a lui dedicata, HELLBLAZER.
Successivamente dopo Alan moore diversi altri sceneggiatori sono arrivati al timone della serie nessuno dei quali ha fatto un qualche cosa degna di nota.
La serie e' stata anche tradotta e stampata in italiano ed ha avuto una storia editoriale particolarmente travagliata: apparsa su "Horror" nei primi anni '90, interrotta per il tracollo della rivista, ripresa su "DC Comics Presenta" e di nuovo interrotta per l'affondamento di quest'antologia ed e' stata infine stampata su albi singoli fino alla sua definitiva chiusura un quattro anni fa. Non dovrebbe essere difficile procurarsi gli arretrati presso la "Comic Art".
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