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 martedì 18 giugno 2019 Ore: 20:04

SAN DONATO MILANESE

San Donato ieri...
2° Parte

In prima linea

San Donato con il tempo diveniva sempre più prospera e fertile grazie al validissimo sistema di irrigazione e ai molti mulini costruiti sulle rogge, sul Lambro e sulla Vettabbia.

Fu sempre più punto strategico di incontri al vertice e di scontri frontali tra acerrimi nemici. Qui il 13 luglio 1278 si scontrarono le opposte fazioni dei Torriani e dei Visconti, e meno di tre secoli dopo, fra il 13 e il 14 settembre 1515, si combatté l’aspra battaglia di Marignano, in una vasta zona che andava da Melegnano (Marignano appunto) a San Donato, che vide opposte le truppe francesi all’esercito svizzero e ai Lanzichenecchi, sostenitori degli Sforza; dopo la battaglia (detta dei Giganti), passata alla storia per aver costituito l'atto di nascita della secolare neutralità svizzera, il vincitore Francesco I si acquartierò presso la casa dei principi Rasini (attuale Cascina Roma), in attesa di prendere possesso di Milano. Degna di rilievo è la notizia che proprio in questi anni, e precisamente nel 1561, la famiglia dei Marchesi D’Adda fece costruire in San Donato una chiesetta detta Oratorio di Santa Croce, cui verrà annessa una casa per poveri fanciulli; questo sarà il primo orfanotrofio della Provincia di Milano dei Padri Somaschi di San Martino e proprio da San Martino i bambini prenderanno il nome di "Martinitt".

Intanto proseguiva l'opera di bonifica, durata sino al XIX secolo: A quell’epoca si costruirono anche dei canali, o meglio, si deviarono i corsi dei Canali già esistenti come la roggia Spazzola, il canale Certosa, la roggia Vettabbia, il Redefossi.

Un importante crocevia

In San Donato, di nuovo si ebbero tempi difficili con la venuta del giovane ufficiale Napoleone Bonaparte, i cui soldati, nel raggiungere Milano da Lodi, transitarono da qui con grande tracotanza.

La dominazione degli Austriaci in Lombardia mise ancora una volta San Donato in posizione di rilievo: vennero infatti istituite le prime classi elementari, mentre a Chiaravalle risiedeva un’ostetrica e venne aperta anche una farmacia.

I moti del 1848

Durante le Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848) San Donato offrì ai ribelli il suo aiuto incondizionato, accettando di distruggere i ponti sui suoi canali e di interrompere le strade scavando delle fosse per non dare scampo al nemico in fuga.

Ripresa la lotta, Milano cadde ancora in mano agli Austriaci: le condizioni di resa vennero imposte dai vincitori proprio a San Donato.

Nella sala prospiciente il cortile della Cascina Roma, infatti, il 5 agosto 1848 avvenne la firma dei preliminari per l’armistizio tra Austriaci e Piemontesi, conosciuto come Armistizio Salasco, che mise fine alla prima fase della Prima Guerra d’Indipendenza.

Alla presenza del Conte Salasco, del Podestà di Milano e del Maresciallo Radestzky, che aveva posto il suo quartier generale presso la Cascina Roma, si consuma tristemente l’epilogo eroico delle Cinque Giornate di Milano.

Arriva la ferrovia

Nel 1880 un avvenimento importante fu l’inaugurazione della prima linea ferroviaria che da Porta Romana giungerà fino a Lodi passando per San Donato: il treno era il famoso "gamba de legn" della Società dei Tramwais interprovinciali


 

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