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 venerdì 19 aprile 2024 Ore: 02:09

SAN DONATO MILANESE

L'èra ciara l'aqua del Lamber
Era chiara l'acqua del Fiume Lambro

MELEGNANO E SANT'ANGELO LODIGIANO

I comuni di Melegnano e S. Angelo lodigiano costituiscono la cerniera tra le province di Milano, Lodi e Pavia, nonché la linea di confine tra i territori del "medio" e "basso" Lambro.
Da Milano e Melegnano, nell'ambiente coesistono le caratteristiche tipicamente metropolitane, soprattutto lungo le statali della via Emilia e della Paullese, e agricole, quando ci si allontana dalle grandi vie di comunicazione e dalla grande città. Dopo Melegnano, entrando nel lodigiano, lo scenario territoriale acquista una fisionomia schiettamente rurale: siamo nella fertile e produttiva "bassa".

Melegnano, un tempo il centro agricolo principale della "bassa milanese", è attualmente una vistosa testimonianza della trasformazione edilizia di tipo metropolitano, sulla spinta di attività industriali e artigianali compresse in un'area comunale davvero esigua.
Le sue origini sono nobili e antiche: la fondazione della chiesa di S. Giovanni Battista, in piazza Risorgimento, viene attribuita a S. Giulio del Cenobio di Orta, nel 390 dopo Cristo.
Altre testimonianze di un dignitoso passato sono il Broletto, edificato nel XV secolo e il castello visconteo. Al suo posto esisteva una fortificazione ancor prima della distruzione della città operata dall'imperatore Federico II il Barbarossa, ma l'aspetto attuale è il risultato di due rimaneggiamenti successivi: il primo nel XIV secolo sotto il dominio di Bernabò Visconti, il secondo attorno al 1530, quando a Milano governava G. Medici, detto il Medeghino.

Dirigendosi da piazza Risorgimento verso la via Emilia, si passa sul Lambro. Dal ponte che lo scavalca si può osservare un imponente sbarramento che convoglia parte delle acque del fiume in un impianto industriale ormai quasi in disuso, praticamente un reperto di archeologia industriale. Sul lato opposto lo sguardo spazia su un ampio meandro che riflette i caseggiati del cento cittadino posto su un leggero dosso.

Percorrendo la campagna per una ventina di chilometri a Sud di Melegnano, si raggiunge S.Angelo lodigiano, in origine una postazione fortificata alla confluenza del Lambro con un grande colatore proveniente da Milano, detto "Lambro meridionale" (in vernacolo locale "Lamber de merda" per motivi che è superfluo commentare).
Il carattere di presidio militare è testimoniato dalla presenza di un massiccio castello visconteo, ancora in ottime condizioni. Iniziato nel lontano 1224, fu ampliato intorno al 1370 da Regina della Scala; passò quindi agli sforza per essere infine donato a Michele Matteo, detto il Bolognino. Attualmente ospita manifestazioni culturali, il museo del pane e quello agricolo, uno dei più interessanti in Italia. La torre rappresenta uno dei primi sistemi di difesa con apparato a sporgere; all'ingresso, una targa ricorda che nel marzo 1763 vi sostò Giacomo Casanova.

Il comune è uno dei principali centri del lodigiano, attivo nella produzione e nel commercio di prodotti agricoli e d'allevamento.

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