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 giovedì 19 settembre 2019 Ore: 20:48

SAN DONATO MILANESE

Testimoni della storia:
LE CHIESE

2° Parte

In questa sezione "Testimoni della Storia" tratta da una guida distribuita ai cittadini della città di San Donato, vengono fornite informazioni di carattere storico sulle nostre Chiese. Per conoscere ulteriori informazioni e orari delle Sante Messe fate riferimento alla sezione "Parrocchie"

Santa Barbara

Un po’ di storia

Chiesa Santa Barbara - clicca sulla foto per ulteriori informazioniLa chiesa di Santa Barbara Vergine e Martire, prospiciente la vasta piazza omonima, è il centro del moderno quartiere residenziale di Metanopoli. Voluta da Enrico Mattei e progettata dall’architetto Mario Bacciocchi, la chiesa venne inaugurata alla fine del 1955 e divenne sede di parrocchia prepositurale nel 1963, per decreto del Cardinale Arcivescovo Giambattista Montini, eletto poco dopo Papa Paolo VI.

 

Mini-guida

L’esterno della chiesa, con la nitida facciata e il sottostante portico d’ingresso, richiama i motivi architettonici gli ornati policromi delle cattedrali toscane, mentre le guglie svettanti esprimono un richiamo alle guglie del Duomo di Milano.

La porta bronzea, con effigiata la storia della Santa Patrona, è opera degli scultori Arnaldo e Giò Pomodoro.

Da un lato della piazza è sito il battistero ottagonale, in pietra viva, dall’altro lato la torre campanaria e una statua di Santa Barbara in marmo di Aldo Caron.

L’interno, a navata unica con ampio matroneo, è dominato dal grandioso mosaico raffigurante la Crocifissione, capolavoro del pittore Vincenzo Tomea, che occupa tutta la parete di fondo (circa 700 metri quadrati!), illuminato dal sovrastante lucernario. Il soffitto è ornato da numerosi pannelli di Tommaso Cascella, con simboli biblici e fregi. Nelle pareti laterali sono infissi quattordici bronzi della Via Crucis, scolpiti da Pericle Fazzini.

Lateralmente si aprono cappelle egregiamente decorate con dipinti e statue. La vasta area presbiteriale è occupata dall’altare, rivestito di mosaico veneziano in oro.

Sotto la mensa un’arca in marmo giallo conserva, dentro una raggiera in bronzo, la reliquia della Santa Patrona.

Santa Scolastica

Un po’ di storia

Si ha notizia di un oratorio "ottimamente dotato e ben affrescato" dedicato a San Luca nel XVI secolo, menzionato nelle visite pastorali. Tale oratorio fu ristrutturato dalle fondamenta nel 1814 dalla Marchesa Recalcati. Passò poi ai Volpi-Bassani, che lo chiusero al culto nel 1905. Nonostante i continui richiami della Curia, i nuovi proprietari lo adibirono a magazzino per oltre un cinquantennio; negli anni ’50 divenne pure un dormitorio per le mondine. Infine, nel 1958-59 l’ENI acquisì l’oratorio e i terreni circostanti dai Volpi, contribuendo alla sua riconsacrazione. Il nome attuale, Santa Scolastica, appare nei documenti d’archivio degli a anni ‘60-70 ed è probabilmente da collegarsi alle visite pastorali del Cardinale Schuster a San Donato, un devoto di San Benedetto e Santa Scolastica.

Oggi

L’attuale chiesa fu restaurata e riaperta al culto intorno agli anni Sessanta, per l’intervento dell’ENI e la volontà del parroco di Sant’Enrico, da cui dipende. Nel 1991 la chiesa fu nuovamente restaurata per conto della SNAM e, attualmente è aperta al culto ed è un elemento architettonico che conferisce uno specifico significato al vecchio borgo.

Santa Maria Assunta

Un po’ di storia

Santa Maria Assunta - Poasco Clicca sulla foto per ulteriori informazioniIl Borgo di Poasco è antichissimo: il suo nome fa presumere che risalga a insediamenti liguri che gli hanno lasciato al desinenza di "asco". È probabile che la chiesa sia stata costruita dai frati di Chiaravalle nel XII secolo, che erano proprietari, tutt’attorno, di appezzamenti terrieri pari a 298 pertiche milanesi (una pertica milanese equivaleva a 654,5 metri quadrati), e tale ipotesi viene avvalorata dall’originale struttura interna che richiama lo stile cistercense.

Mini-guida

Si tratta di un quadrato centrale, con volta a crociera, a cordonature tonde, poggianti ai quattro lati su mensoloni a fiorami. Predomina l’arco acuto e ai quattro archivolti si addossano sporgenze di poco conto, così che la chiesa presenta l’iconografia di una croce latina. Circa tre secoli fa però, uno dei bracci fu allungato e la chiesa fu allargata sul lato ove era originariamente l’ingresso, sul cui piazzale, fino al 1874, era il cimitero della comunità. Vi sono conservate alcune pregevoli opere, come una statua in legno che si fa risalire agli inizi del XV secolo e una pila per l’acqua lustrale del secolo XVI, ma particolarmente interessanti sono due dipinti che ornano i due pilastri vicini alla porta d’ingresso, che raffigurano Papa Clemente I e Santa Apollonia. Nel primo si legge la data 1515 die 20… , il secondo si ritiene opera di Bernardino Luini, che nel 1512 dipinse l’affresco della "Madonna della buona notte" nell’Abbazia di Chiaravalle.

Oggi

L’edificio attuale, che risale alla metà del Quattrocento, è sicuramente il più antico monumento religioso della pieve. L’esterno non presenta particolari attrattive, anche a causa delle molte modifiche susseguite nei secoli, mentre l’interno conserva la struttura originaria in cui le colonne sostengono pregevoli archi a sesto acuto.

Sant’Enrico

Un po’ di storia

chiesa sant'enrico - clicca sulla foto per ulteriori informazioniLa parrocchia di Sant’Enrico è stata istituita nel 1966, per volontà degli arcivescovi Montini e Colombo e con il sostegno dell’ENI, che nella dedica a Sant’Enrico imperatore hanno voluto ricordare il Presidente Enrico Mattei, tragicamente scomparso pochi anni prima.

La volontà di Mattei fu quella di creare una "chiesa in mezzo al villaggio".

A Bolgiano, infatti, crescevano nuovi insediamenti, soprattutto le abitazioni per dipendenti ENI, e la chiesa di Santa Scolastica non era più sufficiente ad accoglierli tutti.

Se la storia della parrocchia di Sant’Enrico è quindi molto breve, non così si può dire per il territorio sul quale venne edificata. In effetti l’area faceva parte della Pieve di San Donato, di cui si hanno notizie documentate fin dal X secolo, che vide sorgere prima dell’attuale chiesa di Sant’Enrico, due oratori: San Michele a Monticello e San Luca a Bolgiano (oggi Santa Scolastica, di pertinenza della parrocchia di Sant’Enrico dal 1966).

Il progetto della chiesa è di Ignazio Gardella.

Mini-guida

Edificata nel 1963 e a navata unica, è costruita in cemento armato a vista; la sobrietà degli esterni coincide con quella dell’interno dell’edificio, dove prevalgono materiali semplici e naturali, come il rivestimento in pietra del pavimento e le liste ignee del soffitto.

La superficie coperta è di 1.300 metri quadri, mentre il calpestio è pari a 1.050 metri quadri

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